Sossio Saviano e Ancamy: il passo deciso del made in Italy che nasce in Campania

Dal cuore del distretto calzaturiero campano alla nascita di un brand di calzature che unisce artigianalità, e visione imprenditoriale.

Le radici: un imprenditore che viene dalla terra delle scarpe

Parlare di Sossio Saviano significa raccontare una certa idea di imprenditoria campana: concreta, istintiva, legata al territorio ma con lo sguardo costantemente rivolto fuori, verso i mercati e le opportunità. Saviano cresce e lavora in un’area – tra Napoli e Caserta – che da anni è riconosciuta come uno dei poli italiani della filiera pelle–calzature–abbigliamento. Qui, nel distretto che abbraccia Grumo Nevano, Aversa e tutta la cosiddetta “cittadella aversana”, si concentrano laboratori, aziende conto terzi e marchi che producono scarpe e accessori per le principali maison del lusso

È un ecosistema che vive di dettagli: forme, pellami, cuciture, finiture. In questo contesto, la scelta di Saviano di investire in Ancamy, un’azienda dedicata alle calzature, è la naturale evoluzione di una storia personale fatta di lavoro, relazioni e conoscenza profonda della filiera.

La nascita di Ancamy: un brand che parla la lingua dello stile contemporaneo

Ancamy nasce come marchio che vive già nel presente: lo dimostrano la scelta di una comunicazione giovane, uno stile pulito, riconoscibile.

Su questa base, Saviano decide di far crescere Ancamy come azienda di calzature: non semplicemente una linea di scarpe, ma un’estensione naturale di un mondo estetico. La scarpa diventa così il punto d’incontro tra:

  • la tradizione artigianale campana, abituata a lavorare per i grandi marchi
  • un’immagine contemporanea, internazionale, che parla ai giovani ma non rinuncia alla qualità dei materiali
  • una visione imprenditoriale che vuole mettere il nome Ancamy al centro, e non solo dietro le quinte della produzione conto terzi.

Dall’idea al prodotto: il percorso di una scarpa Ancamy

Ogni modello Ancamy nasce da un equilibrio delicato tra creatività e funzione. Il percorso, nelle sue linee essenziali, può essere raccontato così:

  1. Ascolto e osservazione
    Saviano parte dall’osservazione del quotidiano: come si muovono le persone in città, che scarpe indossano per lavorare, viaggiare, uscire la sera. L’idea di Ancamy è creare calzature capaci di restare belle mentre vengono vissute, non solo in vetrina.
  2. Ricerca di materiali e fornitori
    La filiera campana offre accesso privilegiato a concerie, produttori di fondi, accessori metallici e componenti di alta gamma. In una regione che pesa per circa il 10% degli addetti italiani nella filiera della pelle e delle calzature Ancamy può scegliere materiali che uniscono qualità, durata e attenzione crescente alla sostenibilità.
  3. Disegno e prototipazione
    Le forme vengono studiate per unire il comfort con la pulizia delle linee più eleganti.
  4. Produzione artigianale industriale
    Ancamy lavora in quell’ibrido tipicamente italiano in cui la produzione è organizzata in modo industriale, ma i passaggi chiave restano artigianali: taglio del pellame, montaggio, finitura, controllo qualità. La scarpa viene toccata, controllata, rifinita da mani esperte prima di uscire dalla fabbrica.

Made in Italy come responsabilità, non solo come etichetta

In un momento storico in cui il made in Italy è spesso usato come slogan, Saviano interpreta questa dicitura come una responsabilità precisa:

  • valorizzare la manodopera specializzata del territorio, evitando di snaturare il prodotto con delocalizzazioni selvagge;
  • mantenere una filiera corta, in cui chi lavora alla scarpa conosce il volto di chi la disegna e di chi la vende;
  • scegliere materiali che rispettino sempre di più criteri di sostenibilità (pelli provenienti da filiere controllate, lavorazioni conformi alle normative europee, attenzione agli scarti).

La Campania, che negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare anche cali importanti dell’export calzaturiero ha bisogno di imprenditori che non si limitino a subire il mercato, ma che investano su marchi propri, capaci di creare valore aggiunto sul territorio. È esattamente in questa direzione che si inserisce il progetto Ancamy.


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